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2 Giugno, Festa della Repubblica Italiana

Dalla Storia della Repubblica Italiana
Il futuro … ma anche il presente. (foto dal web)

❤ Un grazie di cuore al Personale sanitario e agli Scienziati che ci hanno salvato la vita ❤

NASCITA E VICENDE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA:
DALLA COSTITUENTE AI GIORNI NOSTRI

Dopo la caduta del fascismo, il 25 luglio 1943, la monarchia tentò di ripristinare l’assetto istituzionale precedente (vale a dire il regime parlamentare fondamentale sullo Statuto Albertino), gestendo la fase di transizione con un governo presieduto dal Maresciallo Badoglio, costituitosi il 26 luglio.
Il collasso dello Stato italiano dopo l’armistizio dell’8 settembre rese, però, impossibile l’automatico ripristino del regime che aveva preceduto il colpo di stato fascista.
Così, in nome dell’Unità della lotta al nazifascismo, il 12 aprile 1944 Vittorio Emanuele III° si ritirò (!…) a vita privata, istituendo una luogotenenza del regno a favore del figlio Umberto e affidando ad un’Assemblea Costituente da eleggersi appena possibile, il compito di scegliere fra Monarchia e Repubblica: tale decisione fu formalizzata nel decreto legislativo luogotenenziale 25 giugno 1944 n.151 conclusasi la guerra. Un nuovo decreto luogotenenziale del 31 luglio 1945, n.435, istituì un apposito Ministero per la Costituente col compito di predisporre tutti gli strumenti per redigere la Costituzione.
Tuttavia, la risoluzione della della questione istituzionale, cioè la scelta tra Monarchia e Repubblica come forma di governo dello Stato italiano, non venne affidata all’istituenda Assemblea Costituente ma, al diretto coinvolgimento del popolo attraverso un referendum istituzionale che si sarebbe tenuto contemporaneamente all’elezione della Costituente, il 2 giugno 1946. La consultazione popolare diede esito favorevole alla Repubblica e, così il 22 giugno si tenne la prima seduta dell’Assemblea Costituente formata da 556 membri. Preso atto successivamente che un’Assemblea così numerosa non poteva elaborare un testo costituzionale, si decise, sin dal 15 luglio, di istituire una Commissione ristretta  composta solo da 75 Deputati con il compito di elaborare e predisporre un progetto di Costituzione.
Tale Commissione si articolò a sua volta in tre sottocommissioni incaricate di redigerne tre diverse parti: diritti e doveri dei cittadini, organizzazione costituzionale dello Stato, diritti e doveri nel campo economico e sociale.
Il progetto di Costituzione si conclude con l’approvazione del testo definitivo nella seduta del  22 dicembre 1947, con 453 voti favorevoli e 62 contrari.
La Costituzione entrò in vigore il 1° gennaio 1948, anche se la Costituente continuò ad operare, in base alla diciassettesima disposizione transitoria, fino al 30 giugno, approvando le leggi sulla stampa e sull’elezione del Senato nonché gli Statuti delle regioni Speciali. La Costituzione repubblicana, frutto del compromesso tra le eterogenee forze politiche protagoniste dalla Resistenza che aveva abbattuto il fascismo (cattolici, socialisti, comunisti, liberali, azionisti), si compone di 139 articoli (alcuni dei quali  modificati abrogati da varie leggi  costituzionali) cui si aggiungono 18 disposizioni transitorie e finali.
I primi dodici articoli della Carta costituzionale sono dedicati ai Principi Fondamentali della Repubblica (inviolabili e assolutamente inderogabili) mentre i successivi articoli sono suddivisi in due parti: diritti e doveri dei cittadini (artt.13-54) e Ordinamento della Repubblica (artt. 55-139).

Nel corso dei decenni, lo schema tracciato dalla Costituente del ’47 è stato modificato molte volte, quasi sempre con interventi che riguardavano aspetti marginali: durata in carica dei membri della Corte costituzionale, semestre bianco, immunità parlamentare, giusto processo, voto degli italiani all’estero etc.
Una riforma sostanziale è stata operata con la L.cost.3/2001, che ha completamente  ridisegnato il Titolo V° Parte seconda, sull’assetto di Regioni, Province e Comuni, riforma successivamente attuata con la L. 131/200. Da ultimo, con L. cost.20 aprile 2012, n.1, è stato interamente sostituito l’art.81 per introdurre, sotto la pressione dell’Unione europea, il principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale italiana. Inoltre, mediante tale revisione sono stati modificati l’art.97, che ha visto l’introduzione del principio dell’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico, l’art.117 con il trasferimento della disciplina dell’ “armonizzazione dei bilanci pubblici” dalla competenza concorrente Stato-Regioni a quella esclusiva statale, l’art.119, che ha previsto l’estensione del vincolo di pareggio di bilancio anche alle Regioni e agli enti locali. Infine altri disegni di legge costituzionale sono all’esame del  Parlamento (riduzione del numero dei  parlamentari, forma di governo, elettorato attivo, legge elettorale etc…) per un rimodernamento dell’ordinamento costituzionale necessario sia per  metterci al passo con le altre democrazie che per affrontare la grave crisi economica che, al momento, affligge non solo l’Italia, ma anche il mondo intero.

dal libro ”Costituzione Esplicitata” XI° edizione aggiornata alla L.cost.1/2012
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Bellissima per sempre! (dal web)

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
L’AVVISO RIVOLTO A TUTTI I SIDACI D’ITALIA, DICE CHE E’ PRESENTE IN OGNI COMUNE  DELLA NAZIONE, UNA COPIA DELLA COSTITUZIONE  — 31 DICEMBRE 1947 
SEDUTA DELLA COSTITUENTE, PRESENTI ANCHE 21 DONNE  ELETTE DA ALTRE DONNE ITALIANE E DAL POPOLO! 

Articolo 3 della Costituzione della  Repubblica Italiana:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto (*) la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

(*) Teresa Mattei fece aggiungere “di fatto.

Teresa Mattei, nome di battaglia “Chicchi”

Partigiane e partigiani il giorno della liberazione.

E FU ANCORA TERESA MATTEI A SCEGLIERE LA MIMOSA, L’8 MARZO DEL 1945, COME FIORE DA REGALARE ALLE DONNE. SI ERA PARLATO ANCHE DI DISTRUBUIRE VIOLETTE, MUGHETTI O ORCHIDEE MA, QUESTI FIORI, OLTRE AD ESSERE POCO REPERIBILI, ERANO ANCHE COSTOSI. LEI ALLORA INVENTO’ UNA LEGGENDA CINESE (INESISTENTE) CHE RACCONTAVA COME LA MIMOSA RAPPRESENTASSE LA GENTILEZZA FEMMINILE E IL CALORE DELLA FAMIGLIA.

DISCORSO DI PIERO CALAMANDREI AGLI STUDENTI MILANESI – 1955

25 aprile 2008 di Angelo Paganini  (dal sito CalvinoBlog)

Piero Calamandrei

“La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. É un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn’è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica.

É così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai.
E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…

Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell’Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane…

E quando io leggo nell’art. 2: «l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale»; o quando leggo nell’art. 11: «L’Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», la patria italiana in mezzo alle altre patrie… ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini!
O quando io leggo nell’art. 8:«Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge», ma questo è Cavour!
O quando io leggo nell’art. 5: «La Repubblica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», ma questo è Cattaneo!

O quando nell’art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: «l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», esercito di popoli, ma questo è Garibaldi!
E quando leggo nell’art. 27: «Non è ammessa la pena di morte», ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani…

Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione!
Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti.

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.”

P. Calamandrei


                                                                                                             


Autore:

Viaggio tra suoni, immagini e parole che trasmettono il senso della vita e degli esseri umani.